Guide

Come creare un marketplace: la guida passo per passo

Idea, modello, strumento, pagamenti, regole, primi venditori: come creare un marketplace nel 2026, nell’ordine giusto, con i costi reali e alcuni esempi.

Di Il team di Marketplace Factory · 12 min di lettura
Lo studio propone diversi marketplace completi per la stessa frase, qui per personal trainer a domicilio.
Schermata dello studioLo studio propone diversi marketplace completi per la stessa frase, qui per personal trainer a domicilio.
Indice

Creare un marketplace, nel 2026, non comincia più da un capitolato di quaranta pagine: con Marketplace Factory basta una frase per vedere, in pochi minuti, marketplace completi del tuo mestiere. Quello che richiede tempo sono le decisioni: quale mercato, quale percorso, quale modello di business, come incassare, quali regole rispettare, dove trovare i primi venditori. Questa guida le prende nell’ordine in cui si presentano, ciascuna con il suo costo, i suoi tempi e un link all’articolo che la approfondisce.

Chi scrive? Il team di Marketplace Factory, che crea marketplace completi a partire da una frase. Siamo un’azienda francese: i prezzi, i nostri come quelli degli altri, sono rilevati sulle pagine ufficiali e datati, e per le regole usiamo i testi italiani ed europei.

Cos’è un marketplace, e cosa non è

Negozio onlinePortale di annunciMarketplace
Chi vendetui professionisti elencati, altrovedei venditori, da te
Chi pubblica l’offertatutu, o gli iscrittii venditori stessi
Dove si chiude l’affaresul tuo sitofuori dal sitosul tuo sito: richiesta, prenotazione o pagamento
Come guadagniil tuo margineabbonamenti, pubblicitàcommissione, abbonamento, visibilità a pagamento

Un marketplace riunisce quindi due pubblici, e a ciascuno serve il suo spazio. In pratica ne servono quattro:

  • il sito pubblico: ricerca, filtri, mappa, schede, profili dei venditori;
  • l’area clienti: le richieste e il loro stato, i preferiti, i messaggi;
  • l’area venditori: gli annunci, le richieste da gestire, la pagina pubblica, le statistiche;
  • il back-office: dove rileggi gli annunci, segui l’attività e configuri la piattaforma.

È quello che mostra «Habitat Sud», un marketplace immobiliare dimostrativo, in francese, creato con Marketplace Factory, sulla home di Marketplace Factory. Se uno strumento ti consegna solo il primo spazio, gli altri tre restano da costruire.

1. Scegli un mercato stretto

Molti marketplace di successo sono partiti in piccolo: un mestiere, una città, un pubblico. Non per modestia, per aritmetica. Un visitatore che trova tre offerte a 200 km se ne va; lo stesso visitatore che ne trova dodici nel suo quartiere torna.

Tre frasi di partenza della misura giusta:

  • «Barche a vela e a motore da noleggiare a giornata, a Palermo»;
  • «Fisioterapisti e operatori del benessere a domicilio, a Torino»;
  • «Annunci tra vicini di casa, a Bari».

Ognuna dice chi vende, cosa e dove. Un test semplice prima di andare avanti: riesci a scrivere, in una serata, una lista di cinquanta possibili venditori, con nome e un modo per contattarli? Se sì, il mercato è abbastanza preciso per essere conquistato. Altrimenti, restringi.

2. Scegli il percorso: richiesta, prenotazione, noleggio, candidatura o ordine

Il percorso è ciò che succede tra «ho trovato» e «fatto». Decide le schermate, le email e il momento in cui girano i soldi. Cinque percorsi coprono la grande maggioranza dei mestieri:

PercorsoCosa fa il clienteMestieri tipiciCosa serve in più
Richiestascrive; il venditore risponde o manda un preventivoconsulenti, artigiani, cateringmessaggi, preventivi
Prenotazionesceglie un orariolezioni, trattamenti, personal traineragenda, disponibilità
Noleggiosceglie delle dateauto, barche, attrezzaturacalendario, cauzione, verbale di consegna
Candidaturasi candidalavoretti, incarichigestione delle candidature
Ordineriempie un carrellocreativi, oggetti ricondizionatimagazzino, spedizione, resi

Un consiglio: anche se il tuo mestiere chiede un pagamento online, niente ti obbliga ad attivarlo il primo giorno. Una richiesta confermata dal venditore, saldata sul posto o con bonifico, basta a dimostrare che il mercato c’è.

3. Scegli il modello di business

Quattro modi di guadagnare ricorrono ovunque: la commissione su ogni transazione, l’abbonamento pagato dai venditori, la visibilità a pagamento, i costi di servizio pagati dall’acquirente. La scelta giusta dipende da tre cose: lo scontrino medio, la frequenza d’acquisto e il rischio che cliente e venditore si accordino direttamente dopo il primo incontro.

  • Scontrino alto, acquisto occasionale, pagamento online (il noleggio di una barca, un soggiorno): la commissione è naturale.
  • Rapporto ricorrente e facile da aggirare (pulizie, ripetizioni): l’abbonamento dei venditori regge meglio.
  • Tanti annunci che si somigliano (immobiliare, piccoli annunci): la visibilità a pagamento.

Per un ordine di grandezza, l’articolo di Sharetribe sul costo di avvio di un marketplace (aggiornato il 18 settembre 2026) fa questo conto: per ricavare 1.500 $ al mese con una commissione del 13,4% su uno scontrino medio di 70 $ servono circa 160 transazioni al mese. Il dettaglio, con il punto di pareggio, è nel nostro articolo sul modello di business di un marketplace.

4. Scegli come costruirlo

Cinque modi di costruire si dividono il campo. I prezzi qui sotto sono stati rilevati il 27 settembre 2026 sulle pagine ufficiali, IVA esclusa salvo indicazione; un dollaro vale circa 0,88 € (cambio di riferimento BCE del 25 settembre: 1 € = 1,1403 $).

StradaPer partireOgni meseTempo prima del primo visitatoreCosa resta da fare
Sviluppo su misuraoltre 50.000 $ secondo Sharetribehosting, manutenzionediversi mesitutto, e poi mantenerlo
Software per marketplace in abbonamentoprova gratuita99 € (Kreezalid), 99 $ con pagamento annuale (Sharetribe)da pochi giorni a qualche settimanaconfigurare, scrivere, reclutare
WordPress con un pluginlicenza da 149 $ l’anno (Dokan)hosting, a partequalche settimanainstallare, assemblare, aggiornare
No-code e generatori di app con l’IAgratis per provare59 $ con pagamento annuale (Bubble Starter, web e mobile), un abbonamento a crediti (Lovable)variabileaccount venditori, pagamento ripartito, moderazione
Marketplace Factorystudio gratuito, senza account79 € IVA esclusa + 2% delle vendite pagate online, pagamenti online compresiproposte finite in pochi minuti, online in pochi giornii tuoi contenuti e i tuoi primi venditori

La vera differenza sta nell’ultima colonna: quello che resta da costruire. Un generatore di app con l’IA produce in fretta una bella home page; ma la documentazione di Lovable precisa che un solo fornitore di pagamento integrato è attivo per progetto, per un unico venditore. Ripartire un pagamento tra più venditori, verificarne l’identità e versare a ciascuno la sua parte resta a carico tuo.

L’abbonamento a Marketplace Factory comprende: proposte finite a partire da una frase, in pochi minuti; il marketplace completo del tuo mestiere, con i suoi quattro spazi e il suo percorso reale; il pagamento online ripartito tra i tuoi venditori fin dal Lancio; nessuna riga di codice; e un team che risponde alle tue domande.

La nostra quota riguarda solo le vendite pagate online, rimborsi dedotti e spedizione esclusa: finché vendi poco, paghi poco, e niente sulle richieste né su ciò che si paga fuori dal sito. Ecco quanto costa Marketplace Factory in un mese, IVA e costi di Stripe esclusi:

Vendite pagate online al meseLancio (79 € + 2%)Pro (199 € + 1,5%)Dedicato (da 990 € + 1%)
1.000 €99 €214 €da 1.000 €
5.000 €179 €274 €da 1.040 €
10.000 €279 €349 €da 1.090 €

Oltre circa 24.000 € di vendite al mese, il Pro costa meno del Lancio; la pagina delle tariffe fa il calcolo per il tuo volume. Durante la beta provi tutto senza pagare nulla: i pagamenti sono in modalità di prova.

Tre articoli vanno più a fondo: quanto costa davvero un marketplace, creare un marketplace senza programmare e il nostro confronto tra software per marketplace.

5. Prevedi i pagamenti (o parti senza)

Su un marketplace incassi soldi che non sono tuoi: la parte del venditore passa dalla piattaforma. In Italia la prestazione di servizi di pagamento è riservata a banche, istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento (art. 114-sexies del Testo unico bancario). La strada ragionevole per una piattaforma giovane è appoggiarsi a un istituto autorizzato che fa questo lavoro. Stripe Connect è una di queste soluzioni: ogni venditore apre un account collegato al tuo, Stripe ne verifica l’identità, poi il pagamento dell’acquirente viene diviso tra la tua commissione e la parte del venditore, che gli viene versata.

Quanto costa, secondo le pagine italiane di Stripe consultate il 27 settembre 2026:

  • il pagamento con carta: 1,5% + 0,25 € per una carta standard dello Spazio economico europeo, 2,8% + 0,25 € per una carta premium (tariffe di Stripe per l’Italia);
  • Connect, quando è la piattaforma a gestire le tariffe: 2 € per account attivo al mese e 0,25% + 0,10 € per bonifico (tariffe di Connect). Un account è attivo nel mese in cui riceve un bonifico.

Un esempio: un noleggio da 120 € con il 15% di commissione. Il noleggiatore riceve 102 €. Tu tieni 18 €, su cui Stripe ti addebita 2,05 € per il pagamento (1,5% di 120 €, più 0,25 €) e 0,36 € per il bonifico (0,25% di 102 €, più 0,10 €): ti restano circa 15,60 €, prima dei 2 € mensili per noleggiatore attivo. Da noi, con il Lancio, si aggiunge il 2% dell’importo pagato, cioè 2,40 €: ti restano circa 13,20 €. Chi sostiene quali costi lo stabiliscono le tue condizioni.

Non sei pronto a incassare? Apri in modalità richiesta: il cliente chiede, il venditore conferma, il pagamento avviene fuori dal sito. Nessuna verifica d’identità da organizzare, nessun costo di pagamento. La nostra offerta Lancio permette entrambe le cose. Tutti i dettagli sono nel nostro articolo sui pagamenti di un marketplace.

6. Le regole del primo giorno

Aprire un marketplace fa di te il gestore di una piattaforma, con obblighi che partono il giorno della messa online. I primi cinque:

  1. Informare chi compra, e dire chi sei. L’articolo 49-bis del Codice del consumo chiede a chi gestisce un mercato online di indicare al consumatore i principali parametri che determinano la classificazione delle offerte, se chi vende è un professionista oppure no (e, se non lo è, che i diritti dei consumatori non si applicano), e come sono ripartiti gli obblighi tra venditore e piattaforma. Il sito deve poi riportare i tuoi dati (art. 7 del D.Lgs. 70/2003), con la partita IVA indicata nella home page (art. 35 del DPR 633/1972).
  2. Applicare il DSA. Il regolamento europeo sui servizi digitali (regolamento (UE) 2022/2065) si applica a tutte le piattaforme dal 17 febbraio 2024 (art. 93). Per tutte: un punto di contatto, condizioni generali chiare, un modo per segnalare contenuti illegali, una decisione motivata quando rimuovi un annuncio (artt. 11, 12, 14, 16 e 17). Le micro e piccole imprese, cioè meno di 50 persone e al massimo 10 milioni di euro di fatturato o di bilancio, sono esentate dagli obblighi aggiuntivi delle piattaforme, tra cui il sistema interno di reclami e la tracciabilità dei venditori professionali (artt. 19 e 29). In Italia vigila l’AGCOM, designata coordinatore dei servizi digitali.
  3. Comunicare gli incassi dei venditori (DAC7). Ogni anno, entro il 31 gennaio, il gestore trasmette all’Agenzia delle Entrate quanto hanno incassato i suoi venditori l’anno precedente, e lo comunica anche a loro (D.Lgs. 32/2023, art. 10). Le attività interessate sono quattro: vendita di beni, servizi personali, locazione di immobili, noleggio di mezzi di trasporto. Sono esclusi i venditori di beni con meno di trenta vendite per non più di 2.000 € nell’anno (art. 2).
  4. Proteggere i dati. Per i dati dei tuoi utenti sei titolare del trattamento ai sensi del GDPR: informativa privacy, cookie, contratti con i fornitori. Il Garante per la protezione dei dati personali raccoglie guida e strumenti per partire.
  5. Prevedere il recesso con un clic. Quando dei professionisti vendono a distanza a consumatori, dal 19 giugno 2026 serve una funzione di recesso online, con la dicitura «recedere dal contratto qui» o una formula altrettanto chiara, disponibile per tutto il periodo di recesso (art. 54-bis del Codice del consumo, introdotto dal D.Lgs. 209/2025 in attuazione della direttiva (UE) 2023/2673). Su un marketplace i venditori passano dalla tua interfaccia: è lì che deve trovarsi.

Conta anche come ti dividi i ruoli con il tuo strumento. Le nostre condizioni generali di vendita lo stabiliscono: sei tu l’editore e il gestore del tuo marketplace; noi forniamo il software, non deteniamo mai fondi per conto tuo, e il nostro corrispettivo sulle vendite online ti viene fatturato a parte, mai trattenuto sui pagamenti dei tuoi acquirenti. L’elenco completo, con i testi, è nel nostro articolo sugli obblighi legali di un marketplace.

7. I primi venditori, poi i primi acquirenti

È il famoso problema dell’uovo e della gallina: niente acquirenti senza offerta, niente offerta senza acquirenti. Nella maggior parte dei casi parti dall’offerta, perché un venditore si convince uno alla volta, mentre un acquirente arriva solo se c’è già qualcosa da scegliere.

  • Riprendi la lista dei cinquanta venditori del passo 1 e chiamali uno per uno.
  • Crea i primi annunci insieme a loro, al telefono o di persona: dieci annunci completi, con belle foto, valgono più di cento annunci vuoti.
  • Proponi lo status di socio fondatore: la tua commissione sospesa finché non dimostri il valore, un posto in vista nella home.
  • Porta tu la prima richiesta: la tua rete, un gruppo locale, un’associazione di quartiere.
  • Non inventare mai annunci per fare numero: chi trova un’offerta fittizia non torna, e i tuoi veri venditori nemmeno.

Metodi, numeri da seguire e piano di novanta giorni: leggi il nostro articolo su come trovare i primi venditori del tuo marketplace.

8. Vai online, misura, correggi

Una volta online, segui cinque numeri ogni settimana. Basta un foglio di calcolo.

NumeroLa domanda che pone
Annunci attivi, per venditorel’offerta esiste davvero?
Richieste per annuncio e per settimanagli acquirenti trovano quello che cercano?
Tasso e tempi di risposta dei venditorila promessa del sito è mantenuta?
Quota di richieste confermatel’incontro diventa un affare?
Clienti che tornanoil mercato regge senza di te?

Quando un numero non torna, correggi prima quello che si vede: titolo della home, categorie, foto, testo delle schede.

Un calendario realistico, dall’idea alle prime vendite

Il ritmo che consigliamo per un marketplace locale:

SettimaneCosa faiQuanto costa
1scrivi la tua frase, confronti le proposte, scegli un nome; elenchi cinquanta venditori0 €
2 e 3incontri i venditori, crei con loro da dieci a venti annunci; prepari condizioni d’uso, dati legali, informativa privacyil tuo tempo, un avvocato se serve
4vai online, in modalità richiesta o con pagamento onlineMarketplace Factory, Lancio: 79 € al mese IVA esclusa, più il 2% delle vendite pagate online
5-8porti le prime richieste, misuri ogni settimana, correggiun po’ di promozione locale
9-12se le richieste confermate ci sono: pagamento online e la tua commissione; il tuo dominio quando il marchio prende piedei costi di Stripe; 199 € al mese IVA esclusa più l’1,5% da noi (Pro), per il dominio

Per settore

Ogni famiglia di mestieri ha le sue trappole e il suo articolo:

Per vedere come appare ciascuno di questi marketplace una volta creato, la galleria degli esempi ne mostra diciotto, dalla barca al concierge. Marketplace Factory capisce la tua frase in italiano, e altre lingue arrivano presto.

Con Marketplace Factory, i quattro spazi, il percorso del tuo mestiere e il pagamento online sono pronti in pochi minuti: il tuo tempo va ai venditori e ai clienti.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per creare un marketplace?

Con Marketplace Factory, le prime versioni complete del tuo marketplace arrivano in pochi minuti e il sito può aprire in pochi giorni; un software da configurare da sé richiede da pochi giorni a qualche settimana, lo sviluppo su misura mesi. La parte più lunga raramente è la tecnica: è mettere insieme un’offerta che invogli. Prevedi da quattro a dodici settimane tra l’idea e le prime richieste vere, passate soprattutto a incontrare venditori.

Serve una società per aprire un marketplace?

Per provare un’idea, no: con Marketplace Factory la prima idea è gratis, senza account né carta. Per aprire al pubblico e guadagnare serve un’attività regolare con partita IVA, perché diventi il gestore di una piattaforma, con obblighi di informazione, fiscali e di protezione dei dati. Ditta individuale o società dipende dai soci, dai rischi e dalle ambizioni: il tuo commercialista ti aiuta a scegliere.

Si può aprire un marketplace senza pagamenti online?

Sì, ed è spesso la partenza giusta. In modalità richiesta il cliente manda una richiesta, il venditore la conferma e il pagamento avviene sul posto o con bonifico. Dimostri che il mercato esiste senza costi di pagamento né verifiche d’identità da organizzare. Guadagni con un abbonamento dei venditori o con la visibilità a pagamento, poi aggiungi la commissione quando arriva il pagamento online.

Che differenza c’è tra un marketplace e un negozio online?

In un negozio online vendi i tuoi prodotti. In un marketplace sono altri venditori a pubblicare le offerte e a trattare con i clienti; tu organizzi l’incontro e guadagni con una commissione, un abbonamento o la visibilità a pagamento. Ti servono quindi account per i venditori, moderazione, spesso un pagamento ripartito, e hai gli obblighi del gestore di un mercato online.

Quanto costa, come minimo, un marketplace?

Prezzi rilevati a settembre 2026: un marketplace online costa da circa 80-100 € al mese con un software pronto all’uso: 79 € IVA esclusa da Marketplace Factory, pagamenti online compresi, più il 2% delle vendite pagate online; 99 € da Kreezalid secondo la tabella della sua pagina prezzi; 99 $ al mese con pagamento annuale da Sharetribe. Se incassi online, aggiungi i costi di pagamento. Lo sviluppo su misura supera in genere i 50.000 $.

Fonti19

Le pagine citate nell’articolo, consultate alla data indicata nel testo.

  1. sharetribe.com/academy/how-much-does-it-cost-to-start-a-marketplace-business
  2. sharetribe.com/pricing
  3. kreezalid.com/pricing
  4. dokan.co/wordpress/pricing
  5. bubble.io/pricing
  6. lovable.dev/pricing
  7. docs.lovable.dev/features/payments
  8. stripe.com/it/pricing
  9. stripe.com/it/connect/pricing
  10. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1993-09-01;385~art114sexies
  11. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-06;206~art49bis
  12. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-04-09;70~art7
  13. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1972-10-26;633~art35
  14. eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32022R2065
  15. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-09-15;123~art15
  16. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023-03-01;32~art10!vig=2026-09-27
  17. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023-03-01;32~art2!vig=2026-09-27
  18. garanteprivacy.it/regolamentoue
  19. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-06;206~art54bis

Questi articoli li scrive il team di Marketplace Factory, che costruisce lo studio e i marketplace che genera. Come scriviamo