Per settore

Creare un portale immobiliare: annunci, affitti e stanze

Mappa, avvisi, agenzie e privati, APE e affitti brevi: come creare un portale immobiliare o un sito di annunci in affitto, cosa prevedere e quanto costa.

Di Il team di Marketplace Factory · 8 min di lettura
Riviera Prestige, marketplace immobiliare generato dallo studio.
Schermata dello studioRiviera Prestige, marketplace immobiliare generato dallo studio.
Indice

Una rete di agenzie che vuole una vetrina comune, un gestore di stanze per studenti, un comune o un’università che cerca alloggi per chi arriva, uno specialista di rustici o di case di pregio: tutti vogliono creare un portale immobiliare, e tutti si scontrano con le stesse domande. Chi pubblica? Cosa deve riportare un annuncio? Bisogna essere mediatori? Come si guadagna senza far pagare chi cerca casa? Questa guida risponde, testi alla mano, con tre esempi che Marketplace Factory ha creato, ciascuno da una sola frase.

Sito d’agenzia o portale di annunci

Sito d’agenziaPortale di annunci
Inserzionistiun’agenzia, con i suoi incarichipiù agenzie, proprietari, gestori
Il tuo ruolovendere o affittare gli immobili dei tuoi clientipubblicare gli annunci degli altri e metterli in contatto
Cosa contala qualità degli incarichiquantità e freschezza degli annunci, la ricerca
Ricaviprovvigioni sulle compravenditeabbonamenti e opzioni pagati dagli inserzionisti

Un portale è un marketplace: account per gli inserzionisti, revisione degli annunci, una ricerca, contatti che arrivano all’inserzionista giusto, e un back-office per tenere insieme il tutto.

Chi pubblica, e come

Tre famiglie di inserzionisti, tre percorsi di iscrizione:

  • Le agenzie: più agenti sotto lo stesso account, un riferimento d’incarico per annuncio, molti annunci. Solo chi è in regola con l’iscrizione ha diritto alla provvigione (art. 6 della L. 39/1989), e chi fa mediazione senza esserlo rischia una sanzione da 7.500 a 15.000 € e la restituzione delle provvigioni (art. 8). Prevedi nel loro profilo i campi per i dati d’iscrizione, e controllali. Su Marketplace Factory, l’importazione dei loro annunci dal loro gestionale arriva presto.
  • I proprietari privati: uno o due annunci, nessuna provvigione, spesso meno a loro agio con i dati obbligatori. Guidali campo per campo.
  • I gestori (stanze in affitto, residenze per studenti): stanze più che appartamenti interi, disponibilità che cambiano in fretta.

Il mix è permesso, a patto che sia leggibile. L’articolo 49-bis del Codice del consumo chiede di indicare se chi offre è un professionista o no. Nei marketplace creati con Marketplace Factory ogni inserzionista dichiara questo status prima di pubblicare, e lo status compare sulla sua pagina.

Le funzioni attese

Chi cerca casa in Italia è abituato ai grandi portali come Immobiliare.it o Idealista. Si aspetta:

  • una ricerca su mappa, elenco e mappa affiancati, con i prezzi appuntati;
  • dei filtri: vendita o affitto, tipologia, prezzo, superficie, locali, classe energetica, spazi esterni, arredato;
  • schede ricche: almeno cinque foto, una galleria a schermo intero, la planimetria, le spese condominiali, la classe energetica;
  • degli avvisi: salvare una ricerca e ricevere i nuovi annunci;
  • una richiesta di visita o di informazioni, che arriva all’inserzionista;
  • i preferiti, per confrontare.

Per gli inserzionisti: uno spazio per inserire, modificare e segnare «venduto» o «affittato», le richieste da gestire e le statistiche. Per il gestore: la revisione degli annunci prima della pubblicazione e il controllo dell’attività. Sono i quattro spazi che la vetrina di Marketplace Factory mostra su «Habitat Sud», un marketplace immobiliare dimostrativo: sito pubblico, area clienti, area venditori e back-office.

Cosa devono riportare gli annunci

È il punto che molti progetti scoprono troppo tardi.

La prestazione energetica. In caso di offerta di vendita o di locazione, gli annunci su qualunque mezzo di comunicazione commerciale riportano gli indici di prestazione energetica dell’involucro e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente; fanno eccezione le locazioni di edifici residenziali utilizzati meno di quattro mesi l’anno (art. 6, comma 8, del D.Lgs. 192/2005). Il responsabile dell’annuncio che non lo fa rischia da 500 a 3.000 € (art. 15, comma 9).

Il CIN per gli affitti brevi e turistici. Gli immobili destinati alla locazione per finalità turistiche o alle locazioni brevi hanno un codice identificativo nazionale, da indicare in ogni annuncio ovunque pubblicato; chi gestisce portali telematici ha l’obbligo di riportarlo negli annunci, e chi non lo fa rischia da 500 a 5.000 € e la rimozione immediata dell’annuncio irregolare (art. 13-ter del D.L. 145/2023). Se il tuo portale accetta affitti brevi, rendi il campo CIN obbligatorio per quella categoria.

Le schede immobiliari di Marketplace Factory prevedono già classe energetica, emissioni, spese, onorari e chi li paga, canone e deposito cauzionale, pensati per le regole francesi. Per l’Italia vanno aggiunti gli indici di prestazione energetica e, per gli affitti brevi, il CIN. L’inserzionista li compila; tu, come gestore, resti responsabile di ciò che il portale pubblica.

Bisogna essere mediatori?

Il Codice civile definisce mediatore «colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza» (art. 1754). La definizione è ampia, e un portale «mette in relazione». Per questo conviene distinguere tre situazioni:

  1. Pubblichi gli annunci degli altri, che pagano per essere visti, a prescindere dagli affari; chi cerca contatta l’inserzionista. Non partecipi alla trattativa e non incassi provvigioni. È la situazione dei portali di annunci, e la nostra lettura è che non sia mediazione. Falla confermare da un avvocato sul tuo modello preciso.
  2. Vieni pagato quando l’affare si conclude, per esempio con una percentuale sul canone o sul prezzo. Qui ti avvicini molto alla mediazione, riservata a chi è in regola con l’iscrizione.
  3. Intervieni nella transazione: visite, trattative, provvigioni. Fai il mediatore, con tutti i suoi obblighi.

La posta in gioco non è teorica: da 7.500 a 15.000 € di sanzione e la restituzione delle provvigioni, secondo la L. 39/1989.

Il modello di business

La conseguenza è diretta: un portale fa pagare gli inserzionisti, non i visitatori. Le formule abituali:

  • l’abbonamento delle agenzie, a scaglioni di numero di annunci;
  • la visibilità a pagamento: risalita in cima, annuncio in evidenza, badge, sempre riconoscibili come tali;
  • l’annuncio a pagamento per i privati, a unità;
  • servizi: tour virtuale, servizio fotografico, valutazione.

Un’ipotesi per fissare le idee, da adattare al tuo mercato: 25 agenzie a 99 € al mese e 40 annunci di privati a 29 € fanno 3.635 € di ricavi mensili. Al lancio basta una fattura mensile alle agenzie, elettronica se sono italiane. Saldata fuori dal sito, non porta alcuna quota sulle vendite: Marketplace Factory ti costa allora solo l’abbonamento, 79 € al mese IVA esclusa con l’offerta Lancio. Per scegliere e calcolare il tuo modello, leggi il nostro articolo sul modello di business di un marketplace.

Sul fronte fiscale, la locazione di immobili è un’attività prevista da DAC7, ma la definizione di piattaforma esclude il software che permette soltanto la catalogazione o la pubblicità di un’attività (D.Lgs. 32/2023, art. 2): un portale di soli annunci non è coinvolto, una piattaforma che incassa i canoni sì. Per gli affitti brevi, fino a 30 giorni, le regole sono più strette: i portali che mettono in contatto chi cerca e chi affitta trasmettono entro il 30 giugno i dati dei contratti conclusi per il loro tramite, e se incassano i canoni o intervengono nel pagamento applicano anche una ritenuta del 21% (art. 4 del D.L. 50/2017). Un buon motivo per partire senza incassare. Il resto del quadro è negli obblighi legali di un marketplace.

Stanze in affitto e studenti

Le stanze hanno regole pratiche proprie. Il deposito cauzionale non può superare tre mensilità del canone e produce interessi legali a favore dell’inquilino (art. 11 della L. 392/1978). Per gli studenti universitari esistono contratti di locazione dedicati, con canoni che nei comuni sede di università possono essere definiti da accordi locali (art. 5 della L. 431/1998).

L’annuncio deve quindi dire il tipo di contratto (unico per tutti o per singola stanza, per studenti o no), il canone e le spese di ogni stanza, e il deposito. Due tipi di annunci convivono: la stanza da affittare e il profilo di chi cerca casa. Un consiglio: non far pagare nulla per «bloccare» una stanza fuori da un contratto scritto.

Tre esempi creati con Marketplace Factory

Ognuno è nato da una sola frase scritta in francese, in pochi minuti; sono dimostrazioni, non siti di clienti:

  • Riviera Prestige: una rete di agenzie immobiliari di fascia alta in Costa Azzurra. Stile elegante e sobrio; la ricerca su mappa e le grandi foto fanno la vendita.
  • Habitat Sud: il marketplace immobiliare di cui la vetrina mostra i quattro spazi, dal sito pubblico al back-office.
  • Toit & Moi: stanze arredate per studenti, semplice ed efficace. Stile essenziale; ogni stanza dice il suo tipo di contratto e il suo deposito.

Riviera Prestige e Toit & Moi si visitano nella galleria degli esempi; Habitat Sud nella home page.

Budget

TappaOfferta Marketplace Factory, IVA esclusaPer un sito di annunci
ProvareStudio, 0 €proposte complete in pochi minuti, ritocchi, anteprima privata
AprireLancio, 79 € al mese + 2% dei pagamenti onlineindirizzo nome.marketplacefactory.app, ricerca su mappa, avvisi, revisione degli annunci, statistiche, pagamento online incluso: quanto serve per aprire un sito di stanze o un primo portale
Diventare un marchioPro, 199 € al mese + 1,5%tutto di Lancio, più fino a 3 nomi di dominio, le tue email inviate dal tuo dominio, connettori, più amministratori: l’offerta di un portale regionale
Rete importanteDedicato, da 990 € al mese + 1%installazione dedicata, assistenza 7 giorni su 7, volumi su misura

La nostra quota si applica solo ai pagamenti incassati online sul sito, al netto dei rimborsi: ciò che fatturi ai tuoi inserzionisti fuori dal sito non ne porta alcuna. Quando i pagamenti passano dal sito, ecco quanto paghi in tutto al mese, IVA esclusa e senza i costi Stripe:

Pagamenti online al mese1.000 €5.000 €10.000 €
Lancio, 79 € + 2%99 €179 €279 €
Pro, 199 € + 1,5%214 €274 €349 €
Dedicato, da 990 € + 1%1.000 €1.040 €1.090 €

Oltre circa 24.000 € al mese, Pro costa meno di Lancio; con Dedicato la percentuale si rinegozia con grandi volumi.

Aggiungi un avvocato per le condizioni generali e la questione della mediazione, e un budget per far conoscere il sito alle agenzie. Il costo completo di un marketplace è in quanto costa creare un marketplace, le offerte nella pagina delle tariffe, e il progetto intero nella nostra guida su come creare un marketplace.

Con Marketplace Factory il tuo portale arriva completo da una frase: ricerca su mappa, schede pronte per la classe energetica e gli onorari, area degli inserzionisti, revisione prima della pubblicazione e back-office, senza una riga di codice.

Domande frequenti

Bisogna essere mediatori iscritti per aprire un portale immobiliare?

Un portale in cui agenzie e privati pubblicano i loro annunci a pagamento, e in cui chi cerca contatta direttamente l’inserzionista, non partecipa agli affari né incassa provvigioni: la nostra lettura è che non faccia mediazione, da far confermare a un avvocato. Se invece vieni pagato per gli affari conclusi, o intervieni in visite e trattative, entri nella mediazione, riservata agli iscritti.

Cosa deve riportare un annuncio immobiliare online?

Per la vendita e per la locazione, gli indici di prestazione energetica dell’involucro e globale dell’immobile e la classe energetica, salvo per le locazioni di edifici residenziali usati meno di quattro mesi l’anno; chi è responsabile dell’annuncio rischia da 500 a 3.000 €. Per gli affitti brevi e turistici serve anche il codice identificativo nazionale (CIN).

Come si fanno pagare le agenzie su un portale immobiliare?

Il modello abituale fa pagare gli inserzionisti, non chi cerca: un abbonamento mensile secondo il numero di annunci, la visibilità a pagamento, servizi come il tour virtuale. Al lancio basta una fattura mensile semplice, elettronica se l’agenzia è italiana; con Marketplace Factory, saldata fuori dal sito, non porta alcuna quota sulle vendite. Farsi pagare in base agli affari conclusi ti avvicinerebbe invece all’attività di mediazione.

Si possono mescolare agenzie e privati sullo stesso sito?

Sì, a patto di mostrare chiaramente lo status di ogni inserzionista, come chiede il Codice del consumo: un privato non chiede provvigioni, un’agenzia deve essere un mediatore in regola. Dai a ogni tipo di inserzionista il suo percorso di iscrizione e i suoi documenti, e un filtro per distinguerli.

Fonti11

Le pagine citate nell’articolo, consultate alla data indicata nel testo.

  1. brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-iii/capo-xi/art1754.html
  2. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1989-02-03;39~art6
  3. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1989-02-03;39~art8
  4. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-08-19;192~art6
  5. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-08-19;192~art15
  6. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-10-18;145~art13ter
  7. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2017-04-24;50~art4
  8. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-06;206~art49bis
  9. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023-03-01;32~art2!vig=2026-09-27
  10. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1978-07-27;392~art11
  11. normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-12-09;431~art5

Questi articoli li scrive il team di Marketplace Factory, che costruisce lo studio e i marketplace che genera. Come scriviamo